Ciao a tutti il mio nome è S e quella che vi sto per raccontare è una storia accaduta realmente.
Questa vicenda è avvenuta quando andavo in prima superiore, ossia cinque anni fa, più precisamente l'utimo giorno di scuola.
Io, come al solito, fui uno degli ultimi ad uscire. Passando, salutai M, una mia compagna di classe, che per tutta risposta mi mandò a quel paese.
Ora, M è una grandissima gnocca. Bassa, con un culo da favola e un viso da pomipinara con tanto di fossette. Tette non molto grandi a quel tempo(ora gli sono un po' cresciute). Capelli biondi con riflessi rossi e occhi marroni che ti eccitavano solo a guardarli.
Ovviamente era anche la classica troietta. Con i compagni di classe più fichi parlava di continuo, scherzava e si comportava da puttana.
Con quelli meno belli o sfigati, come me(alto capelli neri occhi marroni a quel tempo piuttosto sovrapeso) si comportava da smorfiosetta.
Perciò non mi stupii di quell'insulto e continuai per la mia strada come se niente fosse. Quel giorno era sabato e quasi tutte le classi avevano terminato l'anno scolastico il giorno prima. Inoltre c'èra anche sciopero dei bidelli perciò non c'era rimasto nessuno a scuola.
Arrivato al cancello, mi accorsi di aver dimenticato il giubbotto.
Corsi a perdifiato in classe per recuperarlo, non volevo certo perdere il bus e fare tardi a casa! Ma quando aprii la porta della mia classe, mi si presentò davanti una scena inaspettata e... molto arrapante.
M, ad occhi chiusi, era seduta su un banco con i jenas e le mutandine abbassati e si masturbava freneticamente la sua fighetta depilata.
Io, da povero verginello e segaiolo ingenuo com'ero, mi avvicinai piano piano per vedere meglio. A pochi passi da lei, tuttavia, M si girò di scatto mollandomi un ceffone in viso.
Io, impacciato, inciampai e battei la testa sul pavimento, perdendo conoscienza.
Quando mi risvegliai, ero nudo e legato al muro, i polsi a due dei numerosi appendiabiti e i piedi al termosifone lì vicino.
Davanti a me, con un righello in mano, stava M, le gambe accavallate, anche lei del tutto nuda.
<<fai propio schifo, guarda come sei flaccido!>> mi disse, guardandomi con disgusto, poi aprì le gambe di scatto, mettendo in mostra la sua figa <<allora, ti piace?>>
Immediatamente il mio cazzo si rizzò.
M scosse il capo <<sei propio un porco segaiolo senza speranza...>>
Io non avevo il coraggio di contraddirla, perchè speravo che forse, alla fine, dopo qualche tortura, mi avrebbe dato la sua fica. Ma mi sbagliavo.
Con un sorrisetto compiaciuto, M si alzò e si avvicinò lentamente a me. Quando mi fu di fronte, iniziò a strusciare la sua fica sul mio cazzo. Io tremavo di piacere nel sentire quel calore umido che attraversava la superficie esterna del mio pene, ed ero già pronto per sborrare.
<<oh... M... oh si... continua ti prego... sto... vengo....>> dissi, estasiato.
Subito lei si staccò <...
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