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20/6/08 14:25: - Simone -Cambiato tutto il forum graficamente da me
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18/1/08 18:10: - Simone -Messo nuovo logo fatto da me
26/12/07 15:15: - Simone -Messo nuovo logo fatto da me
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 4/11 20:54 Estranged}: MA VERGOGNATI SFIGATO,E FATTELA UNA SCOPATA PER DAVVERO OGNI TANTO
 15/10 19:14 sergio-cloud96: vaffanculo coglione di merdA!! hai un bellissimo forum e lo riempi di cose zozze!!!!!!!!!!!!! ke skifo!!!!!!!!!!!
 17/9 19:48 josefina4ever: scusami ma vergognati fai proprio schifo fai una cosa privata invece di mettere ste porcate da far leggere al pubblico stronzo
 10/9 17:23 shadeine: che schifezze
 10/9 17:23 shadeine: vergogna
 5/7 14:36 >Lokay;: ke merda è
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B_NORM    
view post Posted on 30/6/2009, 12:02 by: ´Šimø<Quote
Avevo compiuto da poco diciotto anni e come tutti i ragazzi della mia età sognavo, sognavo spesso seni, fiche, ,culoni …
È chiaro che io a quel tempo non ero ancora sviluppato del tutto, ma avevo un bel cazzo già sviluppato e che s'induriva ad ogni stimolo.
Un pomeriggio ero in gabinetto e mi stavo massaggiando come allora facevo spesso guardando una rivista di donne nude quando squillò il campanello.
Mi alzai velocemente i jeans e ficcai a fatica il mio cazzo duro nelle mutande ed andai ad aprire.
All'uscio, c'era una signora mora dai capelli lunghi, con un sorriso che faceva intravedere i denti bianchissimi fra le labbra dipinte di rosso scarlatto, una bella signora anziana, curata e profumata e con una borsa da viaggio nella mano.
- Ciao, sono Annalisa una vecchia amica della mamma, tu sei sicuramente Guido, vero? Puoi chiamarmi Anni, se vuoi.-
Ero rimasto imbambolato, il suo sorriso e la sua voce mi avevano incantato, e mi aveva incantato anche il suo seno che pareva dovesse far esplodere la blusa tesa al massimo da un momento all'altro.
- La mamma non c'è …. -
- E allora? Mi vuoi lasciare qui sulla porta fino a che arriva?-
Certo che non la lasciai sulla porta, balbettando mi scusai e la feci entrare.
- Bella casa! -
Mise la borsa accanto al camino e si sedette accavallando le gambe, non potei fare a meno di sbirciare le sue cosce avvolte in calze di nylon affumicato.
Sentendo che avevo ancora il cazzo duro che gonfiava i pantaloni accavallai anch'io le gambe per nascondere la bozza, lei forse aveva notato e mi sorrise simpaticamente.
Non sapevo cosa dire, ero senza parole, non trovavo niente da dire, avevo la mente vuota e rimasi seduto di fronte a lei come un pagliaccio.
Meno male che arrivò quasi subito il mio papà a spezzare il momento imbarazzante, con chiassosa allegria si prese la signora fra le braccia ridendo e la strinse con foga schiacciando con palese piacere le grosse tette sul suo petto.
Cacchio, pensai, non piacciono solo a me le sue tette!
Poco dopo arrivò anche la mamma che si buttò con la stessa allegria del papà fra le braccia della signora ridendo di gusto.Si strinsero con allegria e si baciarono, sulla bocca.
Cacchio, ho visto giusto?
La lingua della signora Anni si era infilata per un secondo nella bocca della mamma.
E poco dopo erano strette una nelle braccia dell'altra e si guardavano negli occhi lucidi ridendo come due pazze.
Alla sera per cena il papà prese dalla cantina un paio di bottiglie di vino rosso, quello caro, che si beveva solo per le feste e, man mano che la serata passava Anni ed i miei genitori diventavano sempre più allegri e ridacchioni parlando dei bei tempi passati.
Per me era anche interessante ascoltarli, ma più interessante era il seno di Anni.
Aveva indossato un vestito scuro scollato sul davanti che faceva intravedere le sue belle colline rosate, e ad ogni risata le sue tettone sussultavano fac...

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Last Post by: ´Šimø< (30/6/2009, 12:02)
 

B_NORM    
view post Posted on 30/6/2009, 11:58 by: ´Šimø<Quote
Questa storia che vi vado a raccontare è di quando avevo 15 anni. A 15 anni ero alto 1 metro e 72, non ero molto attraente, ma riuscivo comunque a cavarmela con le donne, almeno con quelle che avevano un pizzico di sale in zucca, il che era molto raro nel mio paesino. Avevo occhi marroni e capelli biondi, ricci e mediamente lunghi. In quanto a prestanza fisica, ero abbastanza magro, ma avevo due spalle che mi facevano sembrare più grasso e per questo alcune volte venivo preso in giro, ma rispondevo molto efficacemente sia a parole che a botte. Quel giorno di primavera sembrava come tutti gli altri, ma nascondeva una sorpresa molto piacevole. Ero appena uscito dal catechismo(dovevo fare ancora la cresima) ed ero andato con mia sorella, il suo fidanzato e una mia amica in un parco per uscire un po' dalla vita monotona che stavo conducendo in quegli anni(sempre casa, scuola e chiesa: mi potevo permettere di uscire con gli amici solo il sabato). Improvvisamente, mentre stavo parlando con jenna(la mia amica, nome inventato, come tutti gli altri) e mentre mia sorella e il suo fidanzato si baciavano spudoratamente, arriva un mio amico di nome Giorgio, il quale aveva un anno più di me ed aveva portato anche la sua fidanzata di 13 anni e un' amica coetanea della fidanzata che si chiamava Chiara. Chiara era alta solo 1 metro e 41, contro il mio metro e 72, aveva un bel viso e dei capelli lunghi fino al sedere, sedere molto bello e rotondo; ancora non le si era sviluppato molto il seno, però portava una bella seconda.Inoltre era anche molto magra, ma non magra per essere anoressica, magra quanto basta. Quel giorno si era messa un maglia a mezze maniche ed una minigonna, però con sotto delle calze nere che sembravano dei pantaloni
Decidemmo allora di andare a mangiare un pezzo di pizza e quella fu la svolta. Infatti con quella pizza riuscii a conoscere meglio Chiara: Già la conoscevo, ma sapevo poco di lei. Finito di mangiare, Chiara disse che doveva tornare a casa ed io mi ofrii di accompagnarla, per parlare ancora un po' con lei. Lei accettò e così ci incamminammo verso casa sua, che non distava molto. Mentre camminavamo, parlammo del più e del meno, fino ad arrivare al sesso. Lei mi confessò che la sua amica, Alessia, non era già più vergine e che lei ci teneva alla sua di verginità e che non la voleva dare al primo che capitava. Oltre a questo mi fece capire che conosceva molto bene il sesso, anche se solo in parte teorica, con dei particolari molto dettagliati, per esempio qual'era la sua posizione preferita. Mentre mi parlava di queste cose, mi stavo eccitando sempre di più, eccitazione che cercai di nascondere a Chiara, ma che non si poteva non notare. Mi accorsi che qualche volta lei guardava verso la patta dei miei pantaloni, ma non diceva niente e continuava a parlare, cosa che facevo anch'io. Quando arrivammo a casa di Chiara, Lei non si fermò e conti nuò a camminare. Allora io domandai:"ma non era casa tua quella?"...

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Last Post by: ´Šimø< (30/6/2009, 11:58)
 

B_NORM    
view post Posted on 30/6/2009, 11:56 by: ´Šimø<Quote
Ci frequentavamo dal liceo, poi scegliemmo la stessa facoltà all’università e così capitava ogni tanto di trovarci a studiare a casa mia o sua.
Da me era un mezzo disastro perché la casa era piccola, le mie sorelle più piccole di me facevano i compiti o guardavano la tele e così era più frequente che andassi io a casa di Paolo. Fu così che conobbi la mamma, una gran bella signora giovanissima e con un fisico da paura; era separata, aveva avuto Paolo e poi i genitori si erano separati, lei aveva continuato a lavorare mantenendolo agli studi e mantenendo il proprio lavoro. Fare conoscenza ed amicizia fu semplice, spesso mentre studiavamo ci portava degli snack, aranciata, coca cola, panini e così via. Un giorno e non ci trovai nulla di strano mi chiese il numero di telefono di casa, e fu così che glielo diedi anche con il numero del cellulare dicendole però che era quasi sempre scarico di credito telefonico. Perugia si sa è una cittadina piccola, ci si conosce tutti o quasi, e tutti sapevano della nostra amicizia fra me e Paolo. Sapevano anche che non avevamo uno straccio di ragazza, forse non ci pensavamo nemmeno, in verità io avevo avuto una relazione di qualche mese con Cinzia, ma la cosa era finita abbastanza presto, lei amava lo sballo il divertimento le discoteche, e tutto quello che ci girava attorno, io al contrario pensavo più al sodo.Paolo, anche lui aveva avuto una storia con un paio di ragazze sgallettate come le chiamava lui poi tutto era finito così. Studiavamo avevamo fatto già diversi esami superandoli brillantemente e insomma ci davamo dentro per terminare prima possibile e trovare poi un’occupazione e tutto il resto. Non era frequente ma ogni tanto andavo a casa di Paolo a studiare con lui. la mamma Maria era veramente molto premurosa e simpatica, vestita sempre allo stesso modo pantaloni attillati elasticizzati, un corpo minuto ma bello sodo.
Un giorno stavo in università quando mi squillò il cellulare era una ragazza che conoscevo dai tempi del liceo che mi voleva invitare ad una festa, prendemmo accordi per il sabato pomeriggio successivo.
Ci incontrammo con Bruna in centro, e poi andammo alla festa di compleanno della sua amica Daniela, venne anche Paolo con noi.
Bruna, non me la ricordavo affatto così aveva messo su due tette da capogiro e un culo che era uno spettacolo almeno questo vedevano i miei occhi, credo avesse una mezza cotta per me e decisi di approfittarne. La festa finì verso la mezzanotte passata e Bruna si propose di riaccompagnarmi, visto che lei aveva una piccola Smart. Accettai di buon grado, salimmo in macchina e lei poco dopo si fermò in un posto appartato, buio, spense il motore e mi fece, senti mi fece, io ho una voglia matta mi capisci? Capivo mica ero scemo, si feci, mentre lei allungò le mani verso il mio affare, lo liberò in pochi secondi ed iniziò a massaggiarlo, io a mia volta allungai le mani sulle sue tette belle dure, sentivo i capezzoli indurirsi sotto le dita, lei scansò le mani dal...

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Last Post by: ´Šimø< (30/6/2009, 11:56)
 

B_NORM    
view post Posted on 30/6/2009, 11:55 by: ´Šimø<Quote
Quella mattina Lidia mi attendeva sotto casa, per trascorrere una giornata spensierata in campagna ed io avevo già immaginato di poterle succhiare i suoi prosperosi seni mordicchiando quei capezzoli rossi ed eccezionalmente grossi che tanto la eccitavano. Come salì in macchina la salutai allungando una mano sotto la sua cortissima minigonna ed ebbi subito una vistosa erezione alla scoperta che non aveva indossato neanche uno dei suoi minuscoli perizoma; Lidia sorrise alla protuberanza che spingeva dai miei calzoni e vi appoggiò la sua mano; “Aspetta” disse “di arrivare a destinazione e vedrai che pranzetto ho preparato”. Il pensiero di quelle parole s’impadronì di me per tutto il tragitto martoriandomi come una tenaglia che aggrediva tutto il mio corpo. Arrivammo su di un grande pascolo che già conoscevamo e sul quale non credevo avremmo avuto disturbi da nessuno, scesi di corsa dall’auto infoiato come un toro alla monta e l’abbracciai urlando di desiderio: “Vieni Lidia, vieni, ho atteso già troppo” ed intanto cercavo di sollevare la sua maglietta aderente. “Calmati” disse lei ”prepara per terra e lascia fare a me”. La guardavo spogliarsi sorridente mentre stendevo un morbido plaid sull’erba e, come avevo immaginato, scoprii che non indossava nulla sotto. Posata la coperta, mi spogliai ferocemente strappandomi quasi ciò che indossavo, il mio cazzo era duro come mai era capitato prima ed i suoi occhi non lo perdevano di vista un attimo, si avvicinò lentamente, sapendo che ogni passo aumentava il fuoco in me; feci per stringerla ma lei mi bloccò “No Carlo, no, lascia fare a me”. S’inginocchiò davanti il mio cazzo eretto ed io aspettavo il suo tocco ma lei cominciò a leccarmi delicatamente le palle, quindi baciava dolcemente l’asta aumentando in me la voglia di sentire la sua bocca chiudersi sulla mia cappella. Ma lei sembrava disinteressarsi delle mie voglie perché si sposto alle mie spalle continuando a stimolarmi con la lingua, mi fece coricare supino ed allargò le mie gambe fino a divaricare le mie natiche poi iniziò a leccarmi il buco del culo. “Ti piace vero” ed afferrò con forza il mio cazzo iniziando a masturbarlo, staccò la sua bocca dal culo e prese a succhiarmelo con avidità ma non lasciò da solo il mio buchetto perché subito inserì il suo indice completamente all’interno. “Lidia cosa stai facendo”, le sue azioni mi avevano sorpreso ma, ancor di più, mi sorprendeva la strana eccitazione che si faceva strada dentro di me. “Sapevo che ti sarebbe piaciuto, così ho portato dell’altro”. Si alzò di corsa per andare verso l’auto a recuperare qualcosa dalla borsa e la vidi girarsi verso di me con un cazzo di gomma rosso ricoperto di bozzi dalla punta alla base. “Cosa vuoi fare?” le gridai, non rispose ma si fermò a gambe aperte su di me e prese ad infilarsi quel grosso cazzo nella sua fica, “guarda Carlo, mi spacca in due”, si distese nuovamente fra le mie gambe e riprese a succhiarmi il cazzo, ormai non riuscivo più a pensare logicamente, il des...

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Last Post by: ´Šimø< (30/6/2009, 11:55)
 

B_NORM    
view post Posted on 30/6/2009, 11:53 by: ´Šimø<Quote
La signora Ada gestiva un negozio di merceria nel mio quartiere. Il negozio era poco più che un bugigattolo, con arredamento a dir poco demodè e merce non proprio alla moda. Lei era una 70enne che mostrava tutti i suoi anni, con i capelli bianchi e l’aspetto era uno strano mix tra la megera e le vecchia bagascia. Infatti era risaputo che in gioventù era stata quella che un tempo si definiva di facili costumi. Continuava a gestire il suo negozio più per sentirsi ancora attiva e per sfuggire alla solitudine, che per un reale bisogno. Comunque, anche se ero un 25enne non male, e non mi mancavano certo le ragazze, quella donna mi eccitava. Mi rendo conto che non è normale per un ragazzo essere attratto da una vecchia per lo più non certo desiderabile, ma Ada mi faceva davvero arrapare. Qualche volta ero entrato nel suo negozio con l’idea di sedurla, ma non ero mai arrivato a nulla di concreto. Fatto sta che più il tempo passava, più in me cresceva il desiderio per questa vecchia dal passato discusso. Un pomeriggio entrai nella bottega piccola e angusta e chiesi un reggicalze, dicendo che dovevo fare un regalo. Ada mise sul bancone un po’ di merce che io comincia a guardare con interesse. Lei faceva qualche battuta del tipo
-con questa roba una donna è più attraente; a voi maschietti questi capi non lasciano indifferenti.
Vedevo in lei dei sorrisetti maliziosi, e rispondevo a tono
-in effetti sono capi
che non lasciano indifferenti; la donna deve essere sensuale.
Poi lei fece per prendere dei capi posti in alto sullo scaffale, e io girando il bancone mi portai dalla sua parte per aiutarla a prenderli, e in quel momento presi finalmente coraggio e mi lanciai: dandole una palpatina al culo chiesi
-tu li porti questi capi?
-che c’è, questa roba ti ha messo talmente in tiro da toccare il culo a una vecchia?
-veramente tu hai un gran bel culo, e mi piacerebbe vedere indossarti un reggicalze!
Lei mi scrutò interrogativamente mentre io continuavo a palparle il culo e rispose
-ma dici davvero? Potrei essere tua nonna….
-sì, ma non lo sei. Sei solo una donna che me lo fa tirare.
-sai che penso? Che tu non sei venuto qui per comprare niente, solo per provarci con me. Certo che sei un bel porcone se vuoi scoparti una donna di 70 anni.
E così dicendo mi tastò il cazzo, e trovandolo duro aggiunse
-vuoi davvero che indossi un reggicalze per te? Allora vai a chiudere la porta, ma prima abbassa a metà la saracinesca.
Detto fatto. Abbassai la saracinesca e chiusi la porta. Mi disse di aspettare e andò nel retrobottega; una stanzetta angusta con merce e scatole ammucchiate, e dopo un po’ mi chiamò dicendomi di entrare. La vecchia bagascia aveva indossato un perizoma e le calze con reggicalze. La gonna l’aveva tolta, e tenendosi la camicetta sollevata chiese
-allora? Mi trovi ridicola o arrapante?
Mi portai al suo cospetto, e accarezzandole le cosce flaccide e il culo laido risposi
-toccami il cazzo e ti renderai...

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Last Post by: giosuè66 (4/8/2009, 12:16)
 

B_NORM    
view post Posted on 30/6/2009, 11:52 by: ´Šimø<Quote
E' maggio la scuola è quasi alla fine, manca su per giù un mese ed io ho buoni voti in tutte le materie...Tranne una! INGLESE...la materia in cui sono stato sempre il più barvo della classe! avevo preso un 2 poco tempo fà per avere risposto male alla professoressa...
Catrine Black si chiama, viene dall'america, ed è una che tutti chiamano bella topa, una biondona molto prosperosa di seno e di sedere, magra e con un viso da angelo, e poi gli occhiali e i vestiti dalla professoresa gli davano ancora di più un aria da porca.
Ma da come si comportava doveva essere una santarella del cazzo! E per questo la classe non la tratta come dovrebbe essere trattata, sopratutto io che mi alzo e faccio casino ma...

Oggi un giorno come gli altri, martedì per lo più la sesta ora finalmente l'ultima, poi il pomeriggio sarei andato con la mia ragazza non vedevo magari ci scappava anche la scopatina settimanale, entrò in classe la supplente di un professore che era malato ed indovinate chi era? L'insegnante di inglese "L'Angioletto" come la chiamavamo, così senza pensarci io mi alzai e andai alla porta dicendo;
<<professoressa io vado al Bar!>>
<<dove VAI! SENZA IL MIO PERMESSO TORNA QUI!>>
Io la ignorai ed uscì dalla classe diritto verso il bar.
A metà strada sent' la professoressa che mi inseguiva a grandi passi, io mi fermai e mi girai, con un sorriso dissi;
<<cosa vuole lei!>>
<<da oggi sono stata nominata la preside di questa scuola! e tu vieni con me in presidenza!>>
era vero, era stata nominata la preside e non se ne era accorto! che cazzata che aveva fatto! ma oramai era irrimediabile, quest'anno bocciatura.
Senza parlare abbassai lo sguardo e mi diressi con lei in presidenza...
la stanza era abbastanza grande ma era vuota doveva ancora mettere tutti i mobili e ordinare le scartoffie posizionate nella destra della stanza, lei cominciò a parlare...
<<è un anno che mi tratti così Luca! Non devi continuare!>>
Io risposi;
<<professoresa è che...Le è cascato un foglio mentre stavamo entrando...>>
Lei con uno sguardo di disapprovo si incamminò verso il foglio raccogliendolo.
In quello stesso istante vidi il culo della prof messo a 90° e non resistetti mi avvicina ed appoggiai le mani suo fianchi, intanto il mio cazzo strusciava sul suo culo...
<<cosa STAI FACENDO TOGLIMI LE MANI DI DOSSO!>>
con una strattonata si alzò e cominciò ad urlarmi contro, io non capì niente di quello che diceva poi sentì un numero ed una parola;
<<2! Bocciato!>>
Lei aprì il registro prese la penna la appoggiò sul foglio, ma stranamente si fermò, divenne tutta rossa in faccia e balbettante mi disse:
<<m-M-Ma mi trovi così e-e-eccitante?>>
Non potevo credere a quello che aveva appena detto! mi aveva chiesto se la trovavo eccitante, così senza pensarci dissi:
&...

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Last Post by: ´Šimø< (30/6/2009, 11:52)
 

B_NORM    
view post Posted on 28/6/2009, 13:20 by: ´Šimø<Quote
Avevo ormai quindici anni, e desideravo rendermi almeno parzialmente indipendente economicamente dai mie genitori; soprattutto per non pesare troppo sul magro bilancio familiare durante l'inverno quando sarei tornata a scuola.
Per questo motivo accettai il lavoro di cameriera presso una penzioncina della riviera romagnola, da giugno a settembre avrei dovuto fare i lavori di pulizia e rifare le camere da letto.
Benchè il posto di lavoro non fosse eccessivamente distante dal paese in cui abitavo non era certamente possibile andare e venire ogni giorno, quindi i proprietari misero a mia disposizione una stanzetta, a dire il vero quasi un ripostiglio, in cui avevano sistemato un lettino ed un minuscolo armadio. La sistemazione non era eccezionale ma stavo bene.
Appena terminata la scuola presi servizio, oltre al lavoro nelle camere dovevo servire anche la prima colazione ai tavoli, l'unica cosa che in questo mi dava fastidio era il fatto che alcuni clienti venivano a fare colazione molto tardi e quindi finivo piuttosto tardi il successivo lavoro nelle camere; per il resto mi trovavo bene.
Il pomeriggio ero libera e spesso andavo anche sulla spiaggia a prendere il sole.
Ai primi di luglio iniziò il gran pieno, tutte le stanze erano occupate ed i clienti erano moltil, almeno in proporzione alle piccole dimensioni dell'albergo.
Fra i clienti appena arrivati ci furono due uomini che condividevano la stessa camera, seppi poi che erano due amici, entrambi vedovi e che ogni anno venivano a trascorrere un intero mese al mare.
Luigi e Giovanni, cosi si chiamavano i due, erano cortesi ed affatto pretenziosi, come invece spesso capitava con altri clienti; per questo riservavo loro sempre particolari attenzioni e gentilezza.
Il signor Luigi in particolare poi, mi dispensava quasi giornalmente piccole mance, cosa che ovviamente mi faceva piacere.
Venivano sempre molto presto a fare colazione, ed anche questo mi faceva avere per loro una particolare simpatia, finchè una mattina mentre versavo loro il caffè, il signor Luigi mentre conversavamo come di solto si faceva, mi appoggiò una mano su un fianco, poi piano piano la fece scendere fino ad accarezzarmi il sedere ed infine me la infilò sotto la sottile vestaglietta rosa che rappresentava la mia tenuta da lavoro.
Io arrossii e balbettai, ma lui elogiando la bellezza e la freschezza del mio corpo con delle parole cosi dolci ed affettuose, mi fece apparire quella cosa tanto naturale e paterna che lo lasciai fare a lungo senza protestare. Al termine della colazione lasciando la saletta da pranzo mi fece scivolare qualcosa in tasca, solo dopo che furono entrambi usciti ebbe il coraggio di guardare di cosa si trattasse: il mio stupore fu enorme, rigiravo tra le mani la banconota e non riuscivo a credere che fosse possibile, si trattava dell'equivalente della metà del mio stipendio mensile! Altro che mancia.
Ripensai a lungo per tutta la giornata a quel fatto; sapevo ...

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Last Post by: ´Šimø< (28/6/2009, 13:20)
 

B_NORM    
view post Posted on 28/6/2009, 13:19 by: ´Šimø<Quote
Il mio primo rapporto sessuale,l'ho avuto all'età di sedici anni,con una vicina di casa dell'età di ventuno anni.
Lei mi ha fatto conoscere questo mondo stupend qual'è il sesso.
Siamo cresciuti insieme,io sempre a casa sua,lei sempre a casa mia,anche per l'amicizia che lega le nostre famiglie.
La prima ficchetta che ho visto è stata la sua,le prime tette, il primo culo.
E' stata ancora lei a toccarmi l'uccello per la prima volta,è stata lei a farmi provare la goduria di un bel pompino.

Si chiama M.,è una ragazza fisicamente ed esteticamente fantastica,anche se un pò bassina.
Visino da brava ragazza,fisico da cubista,con quei suoi seni poderosi e quel culo sodissimo,quasi fosse una scultura.

Tutto successe un pomeriggio d'estate,io e lei andavamo a mare insieme con le nostre famiglie.
Quel pomeriggio mi recai a casa sua per invitarla a unirsi a noi.
Quando fui a casa sua,sua madre(una vera vacca)mi disse che la trovavo nella sua stanza.
Mi recai da lei,(la sua stanza era al secondo piano)e notai che la porta era socchiusa.Quando la apri,la trovai distesa sul suo lettino in mutandine e reggiseno,che fumava una sigaretta.
Si spaventò un pochino pensando che fosse sua madre ,che l'aveva beccata a fumare,ma quando mi vide,fece come un sospiro di sollievo e mi disse di chiudere la porta.


Lei non si vergognò del fatto che fosse in reggiseno e mutandine davanti a me,perchè mi considerava come un fratellino minore,e poi l'avevo vista tantissime volte anche nuda.Ma non sapeva che un ragazzo a sedici anni è in piena tempesta ormonale,e nel vedere tutta quella roba,avrebbe cercato quanto meno di approfittarne.


Mi sedetti accanto a lei sul lettino ed iniziammo il nostro discorso:
IO:ciao M.,come va?ti sei spaventata?
LEI:Abbastanza,pensavo fosse mia madre
IO:stiamo per andare a mare,vuoi venire?
LEI:Non lo so,non mi va tanto,voglio rilassarmi un pò
IO:Daii,vieni sai che non mi diverto senza di te
Intanto la mia mano iniziò a toccargli le cosce...
LEI:mah,cosa fai?
IO:uhmm..ti tocco le gambe?!
In quel momento scoppiò un sorrisino...
LEI:E quel rigonfiamento cos'è?
IO:ehhh,mi sono eccitato un pò...
Ovviamente nel massaggiare quelle gambe,il mio pene si fece duro,quasi stava per uscire dal costume.
LEI:Fammi dare un occhiata,e da tanto che non lo vedo
IO:ok...
Mi tirai giù i pantaloncini e rimasi con la nerchia dura di fuori,lei ingolosita dalla visione,inizio a toccarmelo con il suo piedino,facendomi ovviamente eccitare di più.


LEI:Mamma quant'è grosso?non lo ricordavo così
IO:si cambia nella vita...però???
LEI:però che?non ti piace?
IO:Certo che mi piace...
LEI:ti ho fatto eccitare?stai godendo?
IO:SII...continua però
Iniziò con più veemenza a toccarlo,in modo da farmi arrivare al massimo dell'eccitamento.
La mia mano sali fino alla sue mutandine ed iniziò a toccare,p...

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Last Post by: ´Šimø< (28/6/2009, 13:19)
 

B_NORM    
view post Posted on 28/6/2009, 13:17 by: ´Šimø<Quote
Ho poco più di 17 anni. Lavoro da 2 in un negozio come apprendista e ci lavorerò per un altro anno; ma ancora non lo so. Il negozio è in centro. La mattina vado a scuola, un istituto tecnico. Esco alle 14, prendo l’autobus che, mentre mangio il mio pranzo (un panino), mi avvicina al posto di lavoro. In realtà dovrò prenderne anche un altro.
Ed eccomi a lavoro. Sono circa le 15. Il negozio apre alle 15:30. Faccio la mia bella giornata di lavoro. Alle 19:30 il negozio chiude. Il titolare del negozio è un amico di famiglia. Lui abita vicino casa mia così di solito mi dà un passaggio. Altre volte invece, quando ha qualche grosso lavoro da finire oppure ne ha troppo per andare via a quell’ora, resta in negozio. Io no, non vedo l’ora di essere a casa. Uscendo, chiudo la serranda e mi avvio alla fermata dell’autobus che mi porterà alla fermata della metro che mi porterà a casa. Il tutto in circa un’oretta e un quarto. Dipende dal traffico. E di solito ce n’è.
Dopo tanti piatti giorni di normale routine, capita qualcosa di differente.
Sono circa le 19:30 di un venerdì di ottobre. Il negozio sta chiudendo. Chiedo al titolare cosa fa e lui mi dice che ha da fare, di chiudergli la serranda e che ci saremmo rivisti il lunedì.
Così faccio e mi dirigo verso la fermata dell’autobus. Piove. Odio la pioggia, avrei proprio preferito essere accompagnato stasera. Attendo più del previsto. Eccolo che arriva. Questa linea è sempre piena, ma oggi con tutta questa attesa è quasi impraticabile. Decido di salire lo stesso; non voglio rischiare di arrivare troppo tardi a casa. E prendere altra acqua. Salgo dalla porta dietro e non riuscirò ad allontanarmi troppo. Mi incastro come meglio posso tra i passeggeri, riuscendo ad avvicinarmi al lato opposto, trovando come unico ostacolo tra me e i sedili una ragazza. Cerco di reggermi al sostegno accanto a lei senza dare fastidio. Sembra quasi non accorgersi di me nonostante sia praticamente impossibile, vista la densità di persone per mq. Appresso a me salgono anche altre persone. L’autobus dopo qualche secondo di attesa riesce a chiudere le porte. Partiamo.
Sono le meravigliose buche della mia città, che fungono da scosse di assestamento e permettono di sistemarci meglio. Tutto inutile ovviamente, perché ad ogni fermata il problema si ripete. Sempre più stretti, piano piano ci avviciniamo al capolinea dove mi aspetta un altro viaggetto in metro. Non riesce più a salire nessuno. Le porte ormai, non si riescono neanche più ad aprire del tutto; forse sarebbe meglio se non si aprissero proprio, penso io. Ora sono letteralmente attaccato a questa povera ragazza, ma faccio del mio meglio per spostarmi un po’ verso destra per non farla pensare male. Ci riesco. Ad un certo punto, mi sembra quasi di sentire qualcosa che si poggia sulla mia gamba destra poco sopra il ginocchio. Ma accadendo molto lentamente, ed essendo cosi vicini l’uno all’altro con tutti quei movimenti, me ne accorgo solo dopo poche fermate. Provo a guar...

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Last Post by: ´Šimø< (28/6/2009, 13:17)
 

B_NORM    
view post Posted on 28/6/2009, 13:14 by: ´Šimø<Quote
Spesso mi sono trovato a voler sentire dalla mia ragazza i racconti delle sue esperienze sessuali con altri uomini; a lei piace parlarmi mentre ci tocchiamo o facciamo l’amore e anche a me è sempre piaciuto. Ci eccitiamo sempre di più, riuscendo a vivere il sesso reale insieme all’immaginazione e al ricordo di esperienze vissute. Qualche giorno fa mi ha raccontato un paio di cose che mi sono piaciute molto: questa è la prima.
Mentre la toccavo piano tra le gambe le ho chiesto di raccontarmi qualcosa che la eccitava. Lei, lasciandosi toccare e leccare piano tra le labbra, mi ha detto di volermi raccontare di quando all’età di quindici anni era andata in campeggio con la sua famiglia e quella dei suoi zii. Era molto legata alla cugina più grande di tre anni di lei. La cugina aveva una storia con un ragazzo suo coetaneo che frequentava lo stesso campeggio. Uno dei primi giorni la cugina le aveva raccontato delle sue esperienze sessuali con il ragazzo e le aveva detto che le era piaciuto molto leccare il cazzo del ragazzo, toccarlo e baciarlo. Però le aveva detto che nonostante le sue insistenze, lei non si era mai fatta penetrare da lui e che non gli aveva nemmeno concesso di venire nella sua bocca. La mia ragazza, che allora era ancora con pochissima esperienza, era molto stuzzicata dai racconti della cugina più grande che le sembrava una sorta di maestra di sesso, essendo lei arrivata solo a toccare il cazzo di un paio di suoi coetanei e a essersi fatta carezzare la fica, senza però mai andare oltre. Dopo qualche giorno la cugina dovette lasciare il campeggio, essendo diretta con la famiglia verso altri lidi. Si era raccomandata con la mia ragazza di tenere d’occhio il ragazzo finché non fosse tornata al campeggio. Un giorno la mia ragazza si trovò sulla spiaggia a parlare con il ragazzo che le chiese di andare a fare una passeggiata verso una spiaggia, dietro a un gruppo di scogli. Lei accettò, avendo capito le mire del ragazzo su di lei e avendo una certa curiosità verso quel ragazzo che le piaceva molto. Così si allontanarono per giungere alla spiaggia dietro gli scogli che era in realtà una caletta deserta raggiungibile solo dopo alcuni minuti di cammino. Dopo essersi sdraiati al sole e aver parlato per un po’, condendo la conversazione con alcuni riferimenti espliciti, la mia ragazza fu assalita da una voglia incontenibile di vedere il cazzo di quel ragazzo più grande di lei e così iniziò a sfiorargli le labbra. Lui non si fece pregare e ricambiò il bacio. Subito cominciarono a stringersi in un abbraccio, nel quale la mia ragazza mi Adv racconta di aver sentito il cazzo del ragazzo crescere e diventare durissimo; le era sembrato molto grande, molto di più di quei due che aveva toccato fino ad allora. Nel frattempo, lui le aveva infilato la mano sotto al costume e aveva cominciato a muovere il dito tra le sue labbra.
Mentre io leccavo la fica della mia ragazza, lei mi raccontava di come quel ragazzo la stesse masturbando. E da come godev...

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