Avevo compiuto da poco diciotto anni e come tutti i ragazzi della mia età sognavo, sognavo spesso seni, fiche, ,culoni … È chiaro che io a quel tempo non ero ancora sviluppato del tutto, ma avevo un bel cazzo già sviluppato e che s'induriva ad ogni stimolo. Un pomeriggio ero in gabinetto e mi stavo massaggiando come allora facevo spesso guardando una rivista di donne nude quando squillò il campanello. Mi alzai velocemente i jeans e ficcai a fatica il mio cazzo duro nelle mutande ed andai ad aprire. All'uscio, c'era una signora mora dai capelli lunghi, con un sorriso che faceva intravedere i denti bianchissimi fra le labbra dipinte di rosso scarlatto, una bella signora anziana, curata e profumata e con una borsa da viaggio nella mano. - Ciao, sono Annalisa una vecchia amica della mamma, tu sei sicuramente Guido, vero? Puoi chiamarmi Anni, se vuoi.- Ero rimasto imbambolato, il suo sorriso e la sua voce mi avevano incantato, e mi aveva incantato anche il suo seno che pareva dovesse far esplodere la blusa tesa al massimo da un momento all'altro. - La mamma non c'è …. - - E allora? Mi vuoi lasciare qui sulla porta fino a che arriva?- Certo che non la lasciai sulla porta, balbettando mi scusai e la feci entrare. - Bella casa! - Mise la borsa accanto al camino e si sedette accavallando le gambe, non potei fare a meno di sbirciare le sue cosce avvolte in calze di nylon affumicato. Sentendo che avevo ancora il cazzo duro che gonfiava i pantaloni accavallai anch'io le gambe per nascondere la bozza, lei forse aveva notato e mi sorrise simpaticamente. Non sapevo cosa dire, ero senza parole, non trovavo niente da dire, avevo la mente vuota e rimasi seduto di fronte a lei come un pagliaccio. Meno male che arrivò quasi subito il mio papà a spezzare il momento imbarazzante, con chiassosa allegria si prese la signora fra le braccia ridendo e la strinse con foga schiacciando con palese piacere le grosse tette sul suo petto. Cacchio, pensai, non piacciono solo a me le sue tette! Poco dopo arrivò anche la mamma che si buttò con la stessa allegria del papà fra le braccia della signora ridendo di gusto.Si strinsero con allegria e si baciarono, sulla bocca. Cacchio, ho visto giusto? La lingua della signora Anni si era infilata per un secondo nella bocca della mamma. E poco dopo erano strette una nelle braccia dell'altra e si guardavano negli occhi lucidi ridendo come due pazze. Alla sera per cena il papà prese dalla cantina un paio di bottiglie di vino rosso, quello caro, che si beveva solo per le feste e, man mano che la serata passava Anni ed i miei genitori diventavano sempre più allegri e ridacchioni parlando dei bei tempi passati. Per me era anche interessante ascoltarli, ma più interessante era il seno di Anni. Aveva indossato un vestito scuro scollato sul davanti che faceva intravedere le sue belle colline rosate, e ad ogni risata le sue tettone sussultavano fac... |
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